Una tragedia comica sull'arte di sopravvivere con tre palline, una corda tesa, una pertica ed un'energia coinvolgente.

Uno spettacolo in cui tutto è possibile, che incanta quando dovrebbe stupire e stupisce nel raccontare


CIRK. Il teatro del circo

Ideazione e Regia di Ted Keijser

Con Emmanuelle Annoni, Emanuele Pasqualini, Benoit Roland, Ilaria Senter / Giovanna Bolzan, Francesco Caspani / Beppe "Sipy" Tenenti
Musiche originali di Andrea Mazzacavallo,
Scenografie e Costumi di Licia Lucchese
Luci Enrico Maso / Enrico Fabris,
Fonica di Alessandro D’Ambrosi / Angelo Giordano
Assistente alla regia Marianna Fernetich,
Responsabile di produzione Carlotta Vinanti
Direzione Generale Aldo Giuponi

Una produzione
Pantakin da Venezia,
Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
Comune di Venezia – Assessorato alla Produzione Culturale,
PPTV (Produttori Professionali Teatrali Veneti), Regione del Veneto

Si ringrazia
CEDAC (Centro Educativo di Documentazione delle Arti Circensi) di Verona,
Scuola di Formazione Arti Circensi Flic di Torino

Dopo la fortunata esperienza nell’ambito del progetto Arcipelago Circo Teatro, che ha esplorato le potenzialità del teatro acrobatico, di figura e di piazza, Pantakin prosegue il suo percorso di ricerca nell’ambito del Nouveau Cirque con una nuova produzione.
A dirigere questo spettacolo è stato chiamato il regista olandese Ted Keijser. Con lui un cast di attori e artisti circensi di diversa nazionalità (Italia, Belgio e Svizzera).
Al centro di questa ricerca è la figura del Clown che diventa trait d’union tra la spettacolarità del circo e la poesia del teatro.
La spettacolo narra la storia di un piccolo circo alla disperata ricerca di stupire il suo pubblico con numeri strabilianti che possono vivere però solo grazie alla fantasia degli spettatori, guidati dalla forza evocativa della musica.
Cinque gli attori in “pista”, cinque personaggi con caratteri e abilità differenti, che vivono e fanno vivere in scena la fantasia dell’immaginifico per poi ritrovarsi semplicemente a fare i conti  con le piccole grandi difficoltà del vivere quotidiano. Una vita quotidiana che si trasforma in circo.  La pertica cinese, la giocoleria, l’acrobatica e la clownerie trasformeranno un banale litigio in una rissa acrobatica, una dichiarazione d’amore in una esplosione di fuochi artificiali. Perchè cos'è la vita?! Nient'altro che una tragedia tutta da ridere!


Note di regia

Perché Lo Spettacolo? Quando scegli di fare il mestiere dell’attore/regista vorresti anche scegliere un soggetto, un  luogo e trovare un pubblico. Da quando ho iniziato questo mestiere all’inizio degli anni Ottanta  ho scoperto pian piano che la mia vocazione era legata al mondo del circo, della commedia, delle feste popolari. Quasi tutte le regie che ho curato sono in un modo o nell’ altro influenzate dal ritmo, dal rischio, dalla leggerezza, dai tempi comici e dalla gioia che conosciamo attraverso il circo.
E adesso, dopo trent’anni di lavoro in teatro, è arrivato per me il momento di affrontare il mondo del circo nella sua essenza, con artisti di circo insieme ad attori di teatro.
Ancor più che dalla spettacolarità dei numeri circensi, sono attratto dalla figura dell’ artista di circo, dalla motivazione e dalla disciplina che lo spingono a mettersi completamente in gioco per raggiungere risultati strabilianti e stupefacenti.
Mi affascina la relazione tra artisti circensi e attori e ciò che hanno in comune: la figura del CLOWN. Perché il clown appartiene nel contempo al teatro e al circo.
Sotto il tendone del circo di una volta trovavamo in un micro mondo tutto l’universo. Dal direttore al barista, dal trapezista al domatore, dal pianista all’inserviente di pista. La felicità e l’infelicità dell’essere umano. Il tentativo di mostrare il talento e, nel peggiore dei casi, il tentativo di sopravvivere. Il nostro CIRK è popolato da questi personaggi.

Perché la figura del CLOWN? Perché il clown non è un personaggio recitato, ma l’essere umano straordinario, letteralmente. La gioia e la tristezza sono amplificate. I combattimenti sono violenti ma nessuno si fa male. I clown possono mangiare all’infinito senza avere mal di pancia. I clown possono ridere a crepapelle e allo stesso tempo piangere a crepacuore. I clown non hanno memoria, al massimo il ricordo del momento precedente. I clown non prevedono i disastri, se ne accorgono quando ormai è già troppo tardi. Lo sguardo del clown ci porta a vedere il mondo attraverso una lente di ingrandimento. Tutto questo è possibile solo quando il clown è VERO e non un pagliaccio (uomo di paglia) come succede spesso. A me piacciono i clown con un cuore che batte!!!
Ted Keijser (regista)
La Storia
“BOMBO”, la stella del circo di periferia è sparito.  Nello stesso giorno della scomparsa uno sconosciuto viene trovato nel guardaroba. Roba da matti!
Gli eventi portano il piccolo circo ad una profonda crisi. I tentativi di tranquillizzare il direttore agitato falliscono. L’arrivo della polizia fa aumentare la temperatura e l’inquietudine.
Si vive oggi ma si vivrà anche domani?! Questa è la domanda. I nostri eroi saranno capaci di trovare un sostituito per Bombo? Sapranno inventare nuovi numeri per continuare a stupire il pubblico? Forse lo sconosciuto sarà capace di far passare la malinconia per la mancanza di Bombo? Tante domande, qualche risposta in uno spettacolo in cui il tentativo di fare le cose per bene fallisce quasi sempre. Perché soltanto accettando il rischio di non riuscire, possiamo pensare di farcela veramente. CIRK è una tragedia comica sull’arte di sopravvivere con tre palline, una corda tesa, una pertica ed un’energia coinvolgente. Uno spettacolo in cui tutto è possibile, che incanta quando dovrebbe stupire e stupisce nel raccontare.

 


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