Cima Grappa. Ossario di guerra. Settore Ovest. Da quasi settant’anni sulla lapide numero 107 avviene un
fattocurioso: qualcuno posa ogni giorno fiori campi, sassi di montagna e piccole conchiglie. Il nome del
soldato che riposa in quella tomba è Peter Pan

Peter Pan, il Soldato

 

 


PHOTOGALLERY
 

Drammaturgia David Conati
Dramaturg Marco Gnaccolini
Canzoni originali David Conati

da un’idea di Giampaolo Fioretti

Con Michele Modesto Casarin, Matteo Fresch, Pierdomenico Simone

Regia - Michele Modesto Casarin
Aiuto regia - Manuela Massimi
Super visione scene e costumi - Licia Lucchese
Realizzazione scene e costumi - Alessandra Dolce
Maschere - Stefano Perocco di Meduna
Oggetti di scena - Marcello Chiarenza
Burattino Giulio Canestrelli
Assistente di produzione - Marianna Fernetich
Ufficio Stampa Cinzia Benetazzo
Studio grafico Simona dell'Orto
Organizzazione Emanuele Pasqualini, Alessandra Lazzaro, Karin Finchi

Una produzione
Compagnia Pantakin Commedia
Associazione Cikale Operose

con il sostegno di
MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali
PPTV Produttori Professionali Teatrali Veneti

con il patrocinio del Comune di Pove del Grappa


Lo spettacolo 

Cima Grappa. Ossario di guerra. Settore Nord. Da quasi settant’anni sulla lapide numero 107 avviene un fatto curioso: qualcuno posa ogni giorno fiori di campo, sassi di montagna e piccole conchiglie. Il nome del soldato che riposa in quella tomba è Peter Pan. Inevitabile il richiamo alla memoria del personaggio nato dalla geniale penna di James Matthew Barrie. Ma se il Peter Pan della favola è il ragazzo che non vuole crescere, il Péter Pan soldato, diversamente dal suo omonimo, non viveva in una favola, non poteva volare, e, come tutta una generazione, fu arruolato ed inviato suo malgrado al fronte, dove morì il 19 settembre 1918, a pochi giorni dal termine del primo conflitto mondiale.
Parlare di guerra ai giovani non è facile. Le celebrazioni per il centenario della Grande Guerra possono essere l’occasione di offrire una proposta di approfondimento accattivante nella forma, ma non per questo meno efficace nel contenuto. Ma la storia è pretesto originale per incoraggiare un senso critico anche nei confronti dell’attualità, visto l’ampliarsi dell’odioso fenomeno dei bambini-soldato in diverse parti del mondo, non così lontane da noi.
Nel 1917 la guerra si prese tutta la classe del 1899 e, dopo la disfatta di Caporetto, toccò ai “bambocci” del 1900, preludio ai dodicenni della Hitlerjugend chiamati da Adolf Hitler nel 1945 a difendere Berlino. Oggi sono più di trecentomila i baby-soldato, come i sozaboy –bambini africani combattenti nelle guerre civili– raccontati da Ken Saro-Wiwa, che, armati di kalashnikov, Ak47 o di fucili d'assalto americani M16, leggeri da caricare e maneggiare come armi giocattolo, hanno negli occhi la stessa malinconia che probabilmente aveva il soldato Péter Pan: la malinconia di chi ha visto il mostro negli occhi. 

 

 

 


SPETTACOLI DI COMMEDIA
HOME