Una lettera, firmata dal ricco impresario teatrale Grimani, convoca il giovane Carlo Goldoni ad un colloquio di
lavoro alquanto particolare...

  

I Duellanti
notturno settecento

 

regia Michele Modesto Casarin
musiche originali Paolo Furlani
ideazione drammaturgica e drammaturgia
 Marco Gnaccolini
maestro concertatore Alberto Maron
con:
 Ilenia Tosatto (soprano); Andrea Biscontin (tenore); Claudia Bellemo; Matteo Fresch; Michele Modesto Casarin; Emanuele Fortunati 
e con: Alberto Maron – clavicembalo; Matilde Berto – violino; Martina Messina – viola; Davide Girolimetto – violoncello; Sebastiano  Franz - violino
ideazione  e realizzazione costumi Licia Lucchese, Alessandra Dolce (assisitente), Caterina Volpato (assisitente)
maschere  Roberta Bianchini
allestimento scenico Teatro LA FENICE

una coproduzione FONDAZIONE GRAN TEATRO LA FENICE, PANTAKIN COMMEDIA e WOODSTOCK TEATRO
 

Lo Spettacolo 

Una lettera, firmata dal ricco impresario teatrale Grimani, convoca il giovane Carlo Goldoni ad un colloquio di lavoro alquanto particolare. Lo squattrinato drammaturgo dovrà recarsi in piena notte in un teatro di Venezia, e partecipare ad uno dei più segreti avvenimenti artistici della città: un duello musicale, una sfida tra compositori per accaparrarsi il lavoro di scrittura della musica della prossima opera nuova che andrà in scena a Carnevale. Goldoni, indebitato fino al collo con lo spietato Grimani, non può far altro che obbedire alla convocazione e diventare così il giudice dell'agone musicale, offrendo poi il suo lavoro di librettista a sfida conclusa. Ovviamente, senza percepire alcun guadagno. Ma chi sono i due compositori che si sfideranno per essere il prossimo prìncipe musicali del Carnevale?

Attraverso una riscrittura originale di finzione basata su fonti storiche, I DUELLANTI continua la storia tracciata nell'opera precedente I Tre Gobbi, per portare in scena una Venezia del Settecento rivisitata in chiave atemporale: festaiola, ricca e gioiosa ma anche sordida, povera e criminale, nella quale si contraevano ingenti debiti nei casini del gioco d'azzardo e nei teatri; un mondo “scalmanato” nel quale le compagnie teatrali erano protagoniste indiscusse del sistema culturale ed economico cittadino, facendosi forte e spietata concorrenza.
Protagonisti quindi non solo i personaggi delle storie goldoniane, ma anche lo stesso Goldoni, Vivaldi, Galuppi, la compagnia Grimani di musicisti e cantanti e altri personaggi della Venezia più losca e malfamata strettamente legati al mondo del teatro. 

La messa in scena racconta, tramite un connubio di lavoro d'attore e di maschera di Commedia, un momento cruciale nella storia della Musica di scena: il passaggio da un vecchio stile ad uno nuovo, sancito dall'abbandono da Venezia di uno dei suoi più grandi figli artistici: Antonio Vivaldi. Il vecchio compositore, ormai allo stremo delle finanze e della fama artistica, è raccontato nella sua ultima fase di vita, quella che lo vede poco rappresentato nei teatri e poco conosciuto dalla gente. A lui si contrappone il giovane Baldassarre Galuppi, compositore di Burano, che diventerà ben presto collaboratore di Goldoni in molte delle sue opere per il teatro musicale, nonché precursore di quella musica che sentiremo espressa poco dopo nelle opere buffe di Mozart.


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