Questa non è propriamente la storia della Bomba di Hiroshima, non è neanche la storia dei Giapponesi, o del Giappone
post-nucleare. Questa è la storia di due persone che appartengono a mondi completamente diversi...

Storie Atomiche, epigoni di una bomba

 

Drammaturgia Irene Silvestri e Matteo Campagnol
Con Irene Silvestri e Matteo Campagnol

Una produzione
Compagnia Pantakin Commedia
teatro Boxer


Lo spettacolo 

Questa non è propriamente la storia della Bomba di Hiroshima, non è neanche la storia dei Giapponesi, o del Giappone post-nucleare. Questa è la storia di due persone che appartengono a mondi completamente diversi e non si sono mai incontrate, ma che hanno vissuto lo stesso tragico evento separate da 6000 piedi di distanza.  Per il pilota americano Claude Eatherly, al comando di uno degli aerei che il sei agosto sganciano l’atomica, ben presto si fa avanti il rimorso e il senso di colpa, che lo spingono in una spirale distruttiva. I fantasmi di quell’episodio gli tolgono progressivamente il lavoro, il matrimonio, la libertà, la sanità mentale e infine la voglia di vivere. Invece il dottor Hachiya, medico all’ospedale delle comunicazioni di Hiroshima, dopo aver perso tutto, aver affrontato morte, distruzione e malattie sconosciute, fa della bomba una ragione per vivere e lottare, per capire e per ricominciare. Attraverso il racconto di queste due vite, tramite narrazione, azione teatrale in prima persona e l’uso di musiche, vogliamo far vedere come, non è importante da che parte si sta: si è comunque vittime.  Crediamo che il nostro progetto non parli genericamente del conflitto, né voglia dare lezioni di storia, ma che sia uno spunto di riflessione sulla guerra e sugli armamenti atomici, ma anche sul rapporto che passa tra grandi avvenimenti storici e le persone normali, come tutti noi. In maniera umana e divertente a volte irreiverente, indagare la tragedia per poter, grazie alle parole dei due protagonisti, dare una visione che attraversi il muro della storia. 


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