Venezia, fine '700. Il famoso e vecchio pittore Giandomenico Tiepolo si aggira per la città travestito da capocomico
straccione, per offrire alla gente la sua creazione più incredibile e innovativa...

 

Fantasmagorie

 

ideazione e regia Michele Modesto Casarin
drammaturgia e liriche Marco Gnaccolini  
musiche originali  e maestro concertatore Alberto Maron 
ideazione scene e costumi Licia Lucchese   

con M.M. Casarin, Susi Danesin, Claudio Colombo
soprano: Ilenia Tosatto
soprano: Giuseppina Perna
musica eseguita da Ensemble Harmonia Prattica  

una produzione GRAN TEATRO LA FENICE
in collaborazione con PANTAKIN COMMEDIA  e WOODSTOCK TEATRO 

 

Il soggetto

Venezia, fine '700. Il famoso e vecchio pittore Giandomenico Tiepolo si aggira per la città travestito da capocomico straccione, per offrire alla gente la sua creazione più incredibile e innovativa: le fantasmagorie, uno spettacolo di immagini dei suoi nuovi quadri che, prendendo realmente vita grazie a marchingegni ottici, musica d'opera e attori di Commedia dell'Arte, porteranno in vita la favolosa e bizzarrissima vita di Pulcinella, maschera di commedia dell'arte napoletana, raccontata tramite le sue innumerevoli e tragicomiche morti: quante volte deve morire Pulcinella per poter continuare a vivere? 

 

Il progetto – Da Tiepolo al Pulcinella

Con Fantasmagorie – Vita, morte e miracoli di Pulcinella si vuole portare in scena un dialogo di musica e teatro tra Venezia e Napoli, due dei mondi artistici più importanti per la storia del teatro d'opera e del teatro di commedia dell'arte.

Per farlo abbiamo scelto di prendere come protagonista il pittore Giandomenico Tiepolo, raccontando uno dei suoi più controversi lavori: il Divertimento per li regazzi, una serie di centoquattro tavole di disegni in inchiostro nero e seppia che illustrano la vita, le avventure, i lavori, le morti e le resurrezioni di Pulcinella, la maschera napoletana più famosa, riconoscibile e rappresentativa – alla pari di Arlecchino - della Commedia dell'Arte.

Sono poche le informazioni che si hanno a riguardo della rappresentazione e dei motivi che spinsero la genesi di questo album di disegni: erano studi preparatori per affreschi più grandi? Sono specchio dell'animo emotivo o filosofico del pittore oppure sono disegni realizzati per puro divertimento e allenamento artistico? 

Quello che sappiamo di certo è che questi disegni sono stati composti verso la fine del '700, mentre Tiepolo si era rinchiuso nella sua villa di famiglia a Zianigo (poco lontano da Venezia) nel periodo più buio della Serenissima, quello che la vede ormai al fondo del suo declino, abdicando di lì a poco (1797) il suo statuto di Repubblica alla conquista francese di Napoleone Bonaparte.

È un mondo che è arrivato alla sua fine quindi quello che avvolge il veneziano Tiepolo nei giorni del componimento del suo Divertimento, che sono peraltro anche i giorni della sua vecchiaia. È cosa ancora più curiosa e altamente significativa la scelta che opera il vecchio Tiepolo come soggetto del suo lavoro: come probabile ultima sua fatica artistica in vita mentre la sua Venezia crolla Tiepolo decide di rappresentare il Pulcinella, una maschera napoletana! Un personaggio di Commedia mentre il mondo intorno si consuma in Tragedia!

I motivi di questa scelta non sono pervenuti a noi, ne in forma di scritti ne di testimonianza: perché proprio il Pulcinella? Che legame forte poteva esistere tra uno dei massimi pittori veneziani del suo tempo e una maschera napoletana, tanto da volergli dedicare un così vasto album di disegni? 

Se però c'è una cosa che tutti noi possiamo sapere del Pulcinella è che questa maschera non appartiene solo al mondo del teatro e della Commedia, ma bensì ad un archetipo più profondo di demoni che appartengono alla sfera mitica, emotiva e inconscia degli esseri umani fin dalla notte dei tempi, e che si fanno trovare sotto forma di maschera per poter rappresentare i dolori, gli affanni, le problematiche del tempo che si sta vivendo, cercando però sempre una via d'uscita all'affanno imminente, al male incombente, alla morte inevitabile. 

È forse in questo legame vivace con la morte che il Pulcinella attrae tutt'oggi dalle risate dei bambini che lo vedono bastonato in continuazione negli spettacoli di burattini di piazza alle riflessioni più profonde dei filosofi del nostro tempo (Giorgio Agamben, del rapporto tra il Tiepolo e Pulcinella, ne ha dedicato un libro edito nel 2016); Pulcinella è un personaggio che muore sempre, eppure non muore mai. E se le maschere di Commedia si fanno portatrici dei nostri più profondi aspetti, quella del Pulcinella potrebbe quindi mostrarci senza pretesa d'insegnamento come si può non soccombere mai alle situazioni più tragiche, perché esisterà sempre un modo per potersi ribellare a qualsiasi cosa ci vuole schiacciare, ritrovando così la vita.  

La messa in scena – Musica, lazzi e i pre-cinema

 La messa in scena di Fantasmagorie vede un connubio e mescolanza tra diverse forme artistiche di scena: la musica lirica, la Commedia dell'Arte, la pantomima e le creazioni visionarie delle lanterne magiche.La musica è completamente originale, sia nelle armonia musicali che richiameranno le atmosfere veneziane e napoletane del '700 senza perdere però una contemporaneità nella composizione, sia nelle liriche cantante che si ispireranno ai testi delle canzonette morali seicentesche (nelle quali vengono a ritrarsi le caratteristiche dell'animo umano) e delle liriche delle musiche della Rivoluzione calabrese contro Napoleone (una su tutte da esempio: l'Inno patriottico per lo bruciamento delle insegne dei tiranni). 

   Se alla musica è dato il compito di trascinarci nei momenti più turbinosi dell'animo degli accadimenti della drammaturgia, la Commedia dell'Arte entrerà in scena proprio a sviluppare questa successione di eventi del racconto, presentando una concatenazione di morti e rinascite di Pulcinella in brevi scene tragicomiche sviluppate utilizzando diversi attrezzi del fantastico mestiere: dalla pantomima, agli oggetti di scena, ai burattini, alle creature del sogno. A suggellare il tutto, come a dover rendere memoria visiva l'azione teatrale che succede davanti i nostri occhi, ecco comparire in scena grandi proiezioni dei disegni del Tiepolo, come a voler tracciare un invisibile filo concettuale tra l'ipotesi che il pittore veneziano possa aver tratto l'ispirazione per realizzare i suoi disegni da comici dell'arte che ha visto andare in scena in qualche teatro o piazza di Venezia, oppure in qualche sogno della sua fantasiosa mente.

Il titolo del nostro lavoro è esplicativo di questo nostro “narrar tra le visioni”, realizzando una particolare forma di pratica teatrale: venivano chiamate fantasmagorie quelle realizzazioni a teatro che usavano una forma modificata di lanterna magica (strumento di visione ottica inventato nella metà del '700 e che fu uno dei genitori del cinema odierno) proiettando sulla scena immagini di fantasia e molto spesso spaventose, potendo creare così un vero e proprio realizzarsi di sogni a occhi aperti.

 Noi crediamo ancora che queste forme d'arte siano tutto ciò che abbiamo per poter aiutare una Società a non soccombere a causa della mancanza di fantasia con cui nutre i suoi cittadini, e in occasione di tempi di morte e di mancanze di libertà con Pulcinella ci troviamo a dire: “ribellarsi, sempre!”.

 

Marco Gnaccolini


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