personaggi ed interpreti:
Zan Canàpa e il Principe Balthasar: Francesco
Manenti
Donna Lucrezia e Sgulada la fantesca: Marta Dalla
Via
Pantalone capitano de mar e il Facchino: Michele
Modesto Casarin
La zingara Vesna e il Messaggero: Elisa Canessa
Aiuto regia: Manuela Massimi
Costumi: Antonia Munaretti e Caterina Volpato
Disegno luci: Stefano Zolli
Coreografie: Elisa Canessa
Maschere: Stefano Perocco di Meduna
Realizzazione scene: Decor Pan
Attrezzeria: Francesco Manenti
Si ringrazia per la collaborazione Francesco Giarlo
trama
Anno 1573, nella regione di Nabal Jafusah in una notte di luna piena.
Una galera veneziana sotto il comando di un feroce capitano attacca e
distrugge il castello di Bin Ghashir. Durante il saccheggio la famiglia
reale viene trucidata e viene sparso il sale sulle rovine della città.
Solo il piccolo principe Balthasar viene riaparmiato per essere venduto
al mercato di Cassandra nella regione di Tessalonia. Mentre i veneziani
fanno vela verso l'Adriatico con il loro bottino, inizia il peregrinare
verso l'Europa del giovane Balthasar. Vent'anni dopo, a Venezia di buon
mattino. Pantalone e la sua fantesca Sgualda inseguano una zingara che
ha rubato nelle cucine. Nella fuga si imbattono in un saltinbanco cche
si esibisce in giochi e acrobazie. Nel frattempo giunge dalla lontana
Vienna una misteriosa donna mascherata...
Le sorti di questi personaggi si intrecciano nella città di Venezia
che diventa palcoscenico di complotti e cospirazioni che potrebbero frangere
il precario equilibrio tra Oriente e Occidente.
note di regia
Negli spettacoli di Commedia del '600 i comici denunciavano attraverso
l'uso delle maschere i problemi e i soprusi del loro tempo, permettendo
così al pubblico di esorcizzarli con la risata. Ecco che nel nostro
canovaccio Pantalone, archetipo del potere, assume la valenza del moderno
dittatore o capo politico; la zingara diventa il simbolo del moderno "anarchico"
che rifiuta i principi di una società corrotta; il principe un
nuovo paladino senza macchia e senza paura pronto a sacrificare il suo
amore per la patria. Adesso come allora i protagonisti della Commedia rimangono portatori
di messaggi universali che, nonostante vengano presentati in chiave farsesca,
resistono al passaggio delle epoche. Inoltre, per avvicinare di più
il nostro lavoro a quello dei comivìci di un tempo, che attingevano
ai Classici quali Tasso, Ariosto, Plauto, rispettiamo oggi lo stesso stile/meccanismo
di ricerca rifacendoci a Shakespeare, Molière, Goldoni, pere sconfinare
in Artaud.
Sempre nel rispetto di un genere che attinge anche a diverse discipline
integriamo al lavoro di improvvisazione tecniche performative quali la
giocoleria, l'acrobatica, il canto, la danza. Il tutto, unito alla forza
dirompente delle maschere, rende la commedia dell'arte uno strumento perfetto
per trasformare il dramma in gioco.