Shylock
l'arte della maschera

personaggi ed interpreti

note di regia

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liberamente tratto da Il mercante di Venezia di W. Shakespeare e dalla prima novella del quarto giorno de Il pecorone di G. Fiorentino

drammaturgia di M. Tessaro e M. M. Casarin
regia di Michele M. Casarin

personaggi ed interpreti:
Porzia: Manuela Massimi
Antonio: Roberto Serpi
Shylock: Michele Modesto Casarin
Bassanio: Marta Dalla Via
Lancillotto: Francesco Manenti
Sgherri: M. M. Casarin e F. Manenti
Dolce Signora: M. Massimi e E. Canessa
Giudice: Francesco Manenti

Assistente alla regia: Scilla Bonfiglioli
Secondo assistente: Marilena Crosato
Coreografie: Catia Gianessi
Maschere: Stefano Perocco di Meduna
Coreografie: E. Canessa, F. Manenti e M. Massimi
Scene e costumi: Licia Lucchese
Realizzazione Costumi: Caterina Volpato
Disegno luci: Tommaso Trivellato
Maschere in cartapesta: Venice Fashion

Si ringraziano Andrea Mazzacavallo, Francesco Giarlo, Enzo Aina e Romeo Gava

note di regia
Da sempre i Comici dell’Arte hanno attinto ai testi antichi per comporre i propri spettacoli: i classici greci e latini hanno ispirato trame di innumerevoli commedie, che hanno poi trovato forma nei testi di drammaturghi come Goldoni. I canovacci di Isabella Andreini erano per lo più tratti dai poemi epici cavallereschi.
Riferendosi a questa tradizione, Shylock, l’arte della maschera, nasce dal tentativo di rileggere un grande classico attraverso i ritmi e le peculiarità compositive della Commedia dell’Arte.Il Mercante di Venezia è sembrato ideale per la sua ambientazione, per il fascino che esercita quello che nel tempo è diventato il suo personaggio principale e per le svariate possibilità di interpretazione insite in ognuno dei caratteri dell’opera. L’operazione è senza dubbio irriverente, ma lo studio sulla maschera, che ne è il fulcro, sta man mano svelando come alcuni aspetti problematici (e per questo particolarmente interessanti del testo originale) possano diventare materiale prezioso per dare uno spessore drammatico ai lazzi della Commedia dell’Arte.
Sostituendo la cornice fiabesca di Belmonte con quella scanzonata e a volte crudelmente ironica della Commedia ed esasperando alcuni tratti di Antonio, Porzia e Bassanio, Shylock finisce per diventare un Pantalone tragico, il solo coerente con se stesso, l’unico che non si camuffa e non si smentisce. Gli altri, che si ergono a suoi giudici, nell’iperbole di travestimenti a cui s’abbandonano per ottenere ciò che vogliono, rivelano l’umana ipocrisia.
La maschera assume quindi una miriade di ruoli e significati: è ciò che si indossa per non farsi riconoscere o per farsi accettare, per apparire ciò che non si è o semplicemente per divertirsi. Ma è anche la maschera che siamo costretti ad indossare o la maschera che non riusciamo a strapparci di dosso, quella che copre la superficie, quella che svela l’essenza.
Questo spettacolo si colloca nel percorso di ricerca e studio sulla maschera del regista Michele Modesto Casarin della Compagnia Pantakin da Venezia e completa una trilogia composta, inoltre, da Il Principe Moro e Lazzaretti Lazzaroni.

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VIDEO PROMO SHYLOCK



http://it.youtube.com/watch?v=PdX_vDm8vtc&eurl=http://www.pantakin.it/ita/schede/s.htm








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