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XV EDIZIONE
CLASSICI MA NON TROPPO
Venezia
dal 3 al 8 Agosto 2009
BIGLIETTI
Spettacoli del 3, 4, 5, 6 Agosto:
€ 7 (biglietto unico)
Evento speciale 8 Agosto:
€ 10 (biglietto unico)
Apertura biglietteria
un’ora prima dell’inizio degli spettacoli
INFO E CONTATTI
Tel. 041 5221740
Mob.
340 8444117
info@pantakin.it
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PROGRAMMA 2009
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Lun 3, Mar 4, Mer 5 Agosto '09
ore 21.15
Campo Pisani (S. Stefano)
Pantakin - Commedia
OTELLO
tragicommedia dell'arte
liberamente ispirato alla storia di Otello secondo W. Shakespeare
Testo Roberto Cuppone - Regia Michele M. Casarin

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Gio 6 Agosto '09
ore 21.15
Giardino di SS. Cosmo e Damiano
Giudecca (fermata dal vaporetto Palanca)
La Piccionaia - I Carrara (Teatro Stabile di Innovazione)
ALLESTIMENTO SPECIALE PER TEATRO IN CAMPO
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
Regia Carlo Presotto, Ketti Grunchi

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Sab 8 Agosto '09
Giardino di SS. Cosmo e Damiano
Giudecca (fermata dal vaporetto Palanca)
EVENTO SPECIALE PER TEATRO IN CAMPO
ore 20.00
Teatro Boxer
QUEL VENETO DI SHAKESPEARE
Di e con Andrea Pennacchi
Musico di scena Giorgio Gobbo

A SEGUIRE
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Se guardiamo alle origini della Compagnia Pantakin, quello che vi possiamo leggere è certamente un percorso fatto di sfide. Quando si produce uno spettacolo non sempre “gli ingredienti giusti” sono garanzia di successo. Spesso la buona riuscita di uno spettacolo sta in un qualcosa di non ben definito, ma che nasce dall’alchimia della passione, dalla fortuna e da una dose di sana “follia”.
Ecco quindi che le proposte di questa nuova edizione della rassegna, se da un lato contengono gli elementi “giusti” come, un testo di partenza conosciuto, un classico del teatro o della letteratura, o una modalità di esposizione collaudata come quella della commedia, hanno dall’altro una vena di originalità legata ad una riscrittura contemporanea che coinvolge autori ed attori.
TEATRO IN CAMPO farà finalmente ritorno nella cornice storica di Campo Pisani per guidare poi il pubblico all’interno dell’affascinante giardino dell’ex Convento di SS. Cosmo e Damiano della Giudecca con due serate speciali, allestite appositamente per questa XV edizione.
Emanuele Pasqualini - Direttore artistico
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Lun 3, Mar 4, Mer 5 Agosto '09 - ore 21.15 - Campo Pisani (S. Stefano)
Pantakin - Commedia
OTELLO
tragicommedia dell'arte
liberamente ispirato alla storia di Otello secondo W. Shakespeare
Testo Roberto Cuppone - Regia Michele M. Casarin
Musiche originali Calicanto / Roberto Kriscak
Produzione Pantakin, La Biennale di Venezia, Citta' di Venezia – Attivita' e Produzioni Culturali in collaborazione con Comune di Mirano
Chi è il Moro? Un africano, un saraceno, un arabo? Shakespeare e le sue fonti sono ambigui: lo descrivono con tratti negroidi, ma la sua storia e la sua provenienza potrebbero essere quelle di un principe arabo; o semplicemente avere le sembianze indoeuropee del nemico Turco. La questione è senza soluzione: il carattere del Moro (la sua “razza”) non descrive ciò che il personaggio è, bensì, per esclusione, quello che non è: bianco, cristiano, occidentale; non rappresenta un’etnia sua, ma un pregiudizio degli altri. Ecco perché in teatro nulla può rappresentarlo meglio della Maschera. Ed ecco perché questa “tragicommedia” propone un Otello in maschera - nella più autentica tradizione della Commedia dell’Arte italiana che, proprio grazie alla maschera, rappresentava commedia e tragedia come due facce dell’ineluttabilità, della coazione a ripetere, di un destino insieme prevedibile e irrevocabile: comico e tragico, appunto.
Cinque attori, quattordici personaggi e sei “lingue” raccontano il più alto e più difficile momento dell’equilibrio fra Cristianità e Islam, fra Occidente e Oriente nel Mediteranno. La trama, quella di sempre, di Giraldi Cinzio e di Shakespeare: un amore impossibile, un amico che tradisce, una gelosia “antropologica”, un epilogo tragico. I modi: quelli dell’epica popolare, fra riso e pianto, fra cronaca e commedia, come solo possono fare le maschere.
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Gio 6 Agosto '09 - ore 21.15 - Giardino di SS. Cosmo e Damiano - Giudecca (fermata dal vaporetto Palanca)
La Piccionaia - I Carrara (Teatro Stabile di Innovazione)
ALLESTIMENTO SPECIALE PER TEATRO IN CAMPO
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
Regia Carlo Presotto, Ketti Grunchi
Con Marco Artusi, Eva Rossella Biolo, Pierangelo Bordignon, Alberto Cacopardi,
Elisabetta Mazzullo, Gianluigi (Igi) Meggiorin, Elisa Rampon
Una produzione: La Piccionaia - I Carrara (Teatro Stabile di Innovazione)
7 artisti eccentrici, ognuno con il suo particolare sapere scenico, intraprende un viaggio nella magia di una tra le grandi macchine teatrali shakespeariane.
I preparativi per le nozze di Teseo ed Ippolita sono turbati dai contrasti tra i quattro innamorati Lisandro, Ermia, Demetrio ed Elena, le cui inclinazioni non corrispondono ai matrimoni cui sono destinati. Nel frattempo una improbabile compagnia di dilettanti sta preparando una commedia da presentare come omaggio alle nozze dei nobili Teseo ed Ippolita. I contrasti tra gli amanti e la ricerca di tranquillità per le prove degli attori portano tutti i protagonisti a darsi appuntamento nel bosco al limite della città.
Ma si tratta di un bosco incantato dove i contrasti tra il re degli elfi e la regina delle fate provocano un turbine di apparizioni e sorprese, in una notte in cui nessuno riconosce più se stesso. Tra comici equivoci e magiche sorprese la notte trascorre come un sogno, al termine del quale sarà difficile distinguere le visioni dalla realtà. Un grande racconto fantastico sulla realtà e l'illusione, in cui la leggerezza del gioco apre inaspettati squarci di verità attraverso i quali gli spettatori possono riflettersi nei personaggi
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Sab 8 Agosto '09 - Giardino di SS. Cosmo e Damiano - Giudecca
(fermata dal vaporetto Palanca)
ore 20.00
Teatro Boxer
QUEL VENETO DI SHAKESPEARE
Di e con Andrea Pennacchi
Musico di scena Giorgio Gobbo
Una Produzione: Teatro Boxer
William Shakespeare è uno dei miti indiscussi del teatro. Le sue opere sono state tradotte in tutte le lingue e rappresentate nella più grande varietà di ambientazioni possibile. Eppure gli studiosi non si sono soffermati abbastanza su una questione singolare: cinque drammi shakespeariani sono ambientati nel Veneto. Forse questo significa che il nostro drammaturgo aveva visitato il Veneto, o – addirittura - era veneto? Quest’improbabile, quanto divertente, interrogativo apre la nostra lezione spettacolo e permette l’inizio di un viaggio di esplorazione in quattro dei migliori testi shakespeariani.
Partendo dagli strafalcioni geografici che costellano un Veneto dell’immaginazione, passando per alcuni interessanti aneddoti della vita del Bardo di Stratford Upon Avon e per i rapporti storici e culturali tra l’Inghilterra e l’Italia a cavallo tra XVI e XVII secolo, approfondiremo la conoscenza in particolare con due testi di grande valore e freschezza: “Romeo e Giulietta” e “Il Mercante di Venezia” (senza però dimenticare “Otello” e “La Bisbetica Domata”). Un racconto per avvicinare gli spettatori a un autore ancora estremamente comprensibile e godibile, separato dalla nostra epoca da un leggero velo di polvere che il tempo gli ha posato sopra, ma che poche, energiche spazzate possono riportare alla “radianza” delle origini.
A SEGUIRE
LA FESTA DEL TEATRO
Ovvero “Quando l’orchestra affonda i ballerini ballano"
Narra la leggenda che quando l’Inaffondabile TITANIC, la più grande nave da crociera mai esistita, simbolo della potenza e (forse) arroganza dell’uomo affondò, in quel preciso momento sui diversi ponti della nave si stesse suonando e ballando… poi l’imprevedibile. O forse solo una fatalità? Oppure un segno che la grande e ambiziosa costruzione dell’uomo aveva una base troppo leggera…
Oppure vogliamo parlare del gigante dai piedi d’argilla? Oppure di teatro?
Del Teatro italiano di oggi, che una situazione economica disastrosa sta facendo crollare a picco?
Forse è di questo che dovremmo parlare… Ma ci piace farlo come i viaggiatori del Titanic, allegramente. Loro senza saperlo andavano incontro ad un destino che avrebbe salvato solo i più forti e i più fortunati. Allo stesso modo oggi nel teatro si prospetta una crisi che non ha precedenti in termini di sostentamento alle attività culturali delle compagnie e quindi?
Quindi che la Festa abbia inizio!!! Una Festa che vuole essere il prologo per un nuovo inizio, una festa che vede raccolte in una sola sera forme diverse d’arte, dal canto alla recitazione, dalle proiezioni multimediali alla musica, dal circo al comico. É da tutto questo confondersi e contaminarsi che il teatro troverà la forza e le risorse per riconquistare quel ruolo sociale e culturale che la storia dell’uomo gli ha assegnato.
Nani giganti e ballerine volanti, note sinuose e parole libere vi aspettano per brindare al naufragio e al ritorno del naufrago.
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